I fattori che contribuiscono all’invecchiamento e quindi al logoramento dell’organismo sono chiamati “biomarkers dell’aging” e possono essere inquadrati grazie ad esami del sangue, strumentali e genetici. In questo modo si possono ottenere informazioni in grado di evidenziare quanto la personale età bologica si viene a discostare dalla mera età anagrafica.

Innanzitutto si inquadra l’anamnesi del paziente, cioè la sua storia clinica, affiancando tale momento da una visita medica che metta in evidenza eventuali segni clinici di compromissione dello stato di benessere del paziente/persona. Parallelamente si approfondisce lo stile di vita del paziente, così da inquadrare quei fattori che possono costituire vantaggi piuttosto che svantaggi in termini di mantenimento o acquisizione di maggiore salute/benessere.

Il percorso di un check up anti-aging prosegue con l’acquisizione di informazioni su:

  • Bilancia ossidativa, cioè il rapporto tra “ruggine” e “anti-ruggine”. Una tubatura di ferro non si rompe, ma se ossidata, cioè arrugginita ecco che si rompe facilmente. Capire quindi a quanta ruggine si risulta più esposti, dà una misura dell’entità del logoramento dell’organismo.
  • Bilancia infiammatoria, cioè il rapporto tra “piromani” e “pompieri”, quindi tra i “focolai d’incendio” accesi nell’organismo e la quantità di “pompieri” chiamati a spegnerli. Altra condizione che contribuisce al logoramento dell’organismo.
  • Entità dei processi di glicazione. La glicazione è quel processo che unendo sfavorevolmente una molecola di zucchero a delle proteine ne determina la perdita della qualità funzionale. Altra voce di invecchiamento.
  • Endocrino-senescenza: analisi dell’orologio biologico ormonale e corrispondenza tra i livelli degli ormoni e dei loro precursori nell’organismo e l’età della persona. Occasione nella donna di analizzare anche il rapporto tra gli estrogeni “buoni” (anti-proliferativi) e quelli “cattivi” (pro-proliferativi), così da poterli, laddove necessario, riequilibrare.
  • Dismetabolismi, con analisi e quindi comprensione di carenze e/o sub-carenze nutrizionali e di scostamenti metabolici che possono dar vita a fattori di rischio in grado di accentuare la possibilità di incorrere in malattie.

Si visita il paziente per inquadrarne il rapporto tra massa magra e massa grassa, così da averne un profilo della costituzione, analizzando parallelamente il suo metabolismo e fabbisogno energetico.

DNA test modulare, secondo necessità. Sarà da prevedersi un servizio di consulenza genetica, di riferimento per il paziente, affinchè allo stesso siano adeguatamente illustrate le suscettibilità positive o negative emerse col test.

Le informazioni così ottenute a mezzo la completa esecuzione del check up anti aging A.M.I.A. adattato alle esigenze della struttura verranno elaborate dall’equipe e consentiranno, attraverso l’analisi dei risultati, di realizzare il programma personalizzato per il mantenimento dello stato di salute e di benessere del paziente.
Al termine di questo primo percorso, il soggetto in questione riceverà quindi una specifica refertazione contenente indicazioni riguardanti:

  • terapia integrativa domiciliare costituita da combinazioni di vitamine, coenzimi, antiossidanti, aminoacidi, fitoestratti ed endomodulatori sulla base della nutrigenomica (nutraceutici);
  • terapia di disintossicazione e di drenaggio del fegato, dell’intestino e dei reni finalizzata al ripristino di un’ottimale eubiosi;
  • programma di educazione alimentare il più possibile personalizzato;
  • suggerimenti relativi educazione motoria attraverso attività fisica adeguata e personalizzata;
  • suggerimenti relativi al proprio stile di vita.

A questo punto si aprirà un crocevia terapeutico, sulla base sia della motivazione che ha condotto l’ospite all’effettuazione del check up anti-aging sia dell’esito di quest’ultimo.

Il crocevia rispecchierà i percorsi healthy aging che sottostanno ai principali ambiti di senescenza individuale e che possono dar vita a percorsi tra loro paralleli o vederli invece incrociarsi sulla base di quanto emerso nel corso del primo momento diagnostico e successivamente concordato con il paziente.