Pubblicato il 26 maggio 2017, su Weight and Obesity Neurology.
Questo recentissimo studio può far luce sul perché le diete possono da sole portare pochi risultati nella perdita peso.

Alcune cellule cerebrali limitano il consumo del grasso durante la dieta
Un team di ricercatori ha scoperto un meccanismo nel cervello che mette un limite alla perdita di peso quando dei topi sono alimentati per troppo tempo con una dieta a basso contenuto calorico. Ciò spiegherebbe perché negli esseri umani la dieta può avere un effetto minimo visto che potrebbero essere addirittura i nostri cervelli a impedire al corpo di bruciare le calorie. Sarebbe questo una sorta di meccanismo di salvaguardia tramandato dai nostri antenati, quando la conservazione dell’energia era una necessità e il cibo era scarso. Secondo il dottor Clémence Blouet dell’Università di Cambridge, le diete sono un modo inefficiente per perdere peso, perché i nostri corpi sono come un termostato calorico che il cervello usa per regolare quante calorie devono essere bruciate dopo aver mangiato. Mentre mangiamo meno, i nostri corpi sembrano bruciare meno calorie, ma come il cervello svolga questi aggiustamenti sulla combustione è rimasto un mistero finora. Lo studio è stato pubblicato anche sulla nella rivista eLife.

Neuroni di AGRP giocano il ruolo chiave nell’appetito di regolazione
I ricercatori hanno utilizzato i topi perché sono biologicamente simili agli esseri umani. Quello a cui i ricercatori erano interessati era un gruppo di neuroni che si trovavano nell’ipotalamo del cervello. I neuroni chiamati AGRP, sono noti per avere un ruolo significativo nella regolazione dell’appetito. Quando questi neuroni vengono attivati inducono la fame, ma quando vengono inibiti, sopprimono la fame, tanto da portare all’anoressia.
I topi sono stati impiantati con sonde per la temperatura poi isolati in camere speciali in cui sono state prese misure come la spesa energetica (a seconda della disponibilità di cibo). Utilizzando la manipolazione genetica sui neuroni nei topi, i ricercatori sono stati in grado di attivare o disattivare i neuroni AGRP. Gli esperimenti mostrano che tali neuroni sono fattori chiave che controllano il termostato calorico nei topi. Lo studio suggerisce che possa essere lo stesso per gli esseri umani in quanto abbiamo gli stessi neuroni AGRP che agiscono per risparmiare energia quando limitiamo la quantità di cibo che mangiamo. Non appena cominciamo a mangiare normalmente, i neuroni vengono inibiti e la spesa energetica sale a livelli normali. Questo spiega perché la dieta mal gestita può essere così povera di risultati.

Un meccanismo controlla quante calorie da bruciare
I ricercatori hanno anche trovato un meccanismo che i neuroni AGRP utilizzano per controllare la propria attività. Questo meccanismo rileva quanta energia accumulata abbiamo nei nostri corpi e poi determina quante sono le calorie da bruciare. Secondo l’autore principale Dr Blouet, questi neuroni aiutano il cervello a coordinare le spese energetiche e l’appetito. Accendendole (ci fanno mangiare, se il cibo è disponibile), spegnendole (ci fanno smettere di mangiare, se il cibo è scarso). Questo meccanismo può essere appunto il risultato dell’evoluzione che ci ha aiutato a sopravvivere durante le carestie.

Oggi, i nostri corpi attivano solo questa modalità di risparmio energetico quando tentano deliberatamente di perdere peso. Lo studio aiuta a spiegare perché la dieta da sola per lungo periodo ha un piccolo effetto sulla composizione corporea. Secondo il co-autore dello studio Dr. Luke Burke, la ricerca potrebbe portare a nuove terapie future per migliorare le condizioni delle persone che lottano con l’eccesso peso e l’obesità. Per ora, la soluzione migliore per le persone (moderatamente in sovrappeso) che vogliono perdere peso è quella di combinare riduzione calorica modesta insieme all’esercizio fisico.